La storia
Cantiere in Germania Quella del marmo artificiale si è confermata una delle invenzioni più originali nate in terra di Valsesia. Depositari della ricetta “segreta” per realizzare il marmo artificiale erano gli artisti-artigiani di Rima, caratteristico villaggio alpino posto a 1417 metri in Val Sermenza.
Dagli anni Trenta dell’Ottocento il marmo artificiale seguì le rotte dell’emigrazione degli abitanti di Rima, che con gli anni impiantarono all’estero fiorenti attività imprenditoriali.
La migrazione verso i paesi di lingua tedesca non fu casuale: i rimesi discendevano proprio da quegli antichi Walser che nella seconda metà del XIV secolo si trasferirono dal Vallese a sud delle Alpi.
Le imprese più note all’estero furono quelle dei De Toma, degli Axerio-Piazza, degli Axerio-Cilies, dei Viotti e dei Dellavedova: essi seppero sfruttare al meglio le proprie capacità imprenditoriali ottenendo importanti incarichi per la decorazione di chiese, ville, palazzi governativi e alberghi. Inizialmente la lavorazione del marmo artificiale si diffuse nella parte nord orientale e centrale del vecchio continente.
Furono interessate Russia, Svezia, Norvegia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Austria, Serbia, Germania e Francia; in un secondo tempo, il marmo artificiale sarà esportato anche in Spagna, Marocco e Algeria.
Elemento principale del successo del marmo artificiale fu il basso costo delle materie prime: alla base della lavorazione stavano il gesso e la scagliola, le cui cave d’estrazione si trovavano praticamente ovunque in Europa. In questo modo venivano cancellate le altissime spese di estrazione e di trasporto necessarie per importare il marmo “vero”.
L'impresa Dellavedova in Germania I rimesi ricoprivano generalmente il ruolo di capo mastro, essendo specializzati e i più qualificati a realizzare il lavoro nella sua parte finale, la più delicata. Solo loro, infatti, erano autorizzati ad eseguire i lavori di impasto, di colorazione, di applicazione del marmo alle superfici o di esecuzione di particolari elementi decorativi.
Perchè affascina la vicenda del marmo artificiale? Essenzialmente per due motivi: il primo di carattere socio-antropologico, il secondo tecnico-artistico. In una fase di crisi, poiché l’emigrazione quasi sempre servì alle comunità di montagna per diminuire le bocche da sfamare, molti abitanti di Rima riuscirono ad effettuare un salto di qualità nella scala sociale, passando da agricoltori-allevatori ad affermati e prestigiosi imprenditori di portata internazionale.
Ancora oggi a Rima e a Varallo, soprattutto nell’edilizia civile, sono visibili i segni tangibili di questa promozione sociale.

 

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